Lotta alle fake news? La proposta di Facebook

Notizie a pagamento su Facebook per combattere le fake news.

Contenuti, contenuti, contenuti.
Facebook è un social network completamente immerso nel flusso dell’informazione perché tutti gli utenti interagiscono, commentano, condividono le loro opinioni proprio sulla base dei contenuti che lo popolano.
Tuttavia negli ultimi anni la qualità delle informazioni e delle notizie presenti sulla piattaforma è decisamente diminuita a causa del proliferasi di un fenomeno ben preciso: le fake news.
Le notizie false - o fake news appunto - sono un pericoloso mezzo di disinformazione che, diffuse attraverso i principali mezzi di comunicazione, possono influenzare o indurre all’errore i lettori. Insomma, quelle che in Italia si possono definire con un termine molto esplicativo: “bufale”.
Ovviamente il colosso di Mark Zuckerberg non è rimasto troppo tempo a guardare. Le parole di Alex Hardiman - responsabile dei prodotti editoriali di Facebook - sono sintomatiche di un contesto dove la reputazione stessa del social network è stata messa a repentaglio: "Le persone vogliono informazione di qualità e credibile sulla nostra piattaforma”.

La soluzione? News a pagamento.

Cosa significa notizie a pagamento?
Agli utenti sarà fornita la possibilità di usufruire di un servizio di news redatte direttamente dalle testate giornalistiche, notizie sicure e controllate. Questo non significa che saremo costretti a pagare per leggere qualsiasi tipo di notizia ma che semplicemente ci sarà la possibilità di scegliere.
Entro l’anno partirà la sperimentazione per i primi modelli di abbonamento alle notizie che prenderà in considerazione 10 editori internazionali, tra cui 1 italiano.
Inizialmente i modelli testati saranno principalmente 2: il modello con un pagamento “Freemium”, in cui gli editori stessi decideranno quali contenuti mostrare a pagamento e quali gratuitamente; e il modello "Paywall", dove si consente di leggere gratuitamente il giornale fino a un numero di notizie prestabilito.

La vera rivoluzione però sta nelle condizioni di rapporto tra Facebook e gli editori. Infatti il 100% dei ricavi sarà in favore delle testate giornalistiche a cui verranno consegnati anche la totalità dei dati sugli accessi. In altre parole Facebook non avrà nessun guadagno diretto da questa mossa. L’unico ritorno certo sarà quello in termine d’immagine attraverso un miglioramento della qualità e dell’affidabilità delle notizie.

La sensazione generale che si ha al momento, è quella che, dopo aver mangiato enormi porzioni di mercato al giornalismo mondiale, Mark Zuckerberg & Co abbiano trovato una soluzione ottimale prendendo due piccioni con una fava. Infatti da una parte, l’apertura verso gli editori riuscirà a ristabilire un rapporto ormai da tempo incrinato, dall’altra il problema delle fake news verrà sensibilmente arginato.

La domanda tuttavia è: gli editori scelti sapranno essere davvero super partes? Sapranno dare notizie senza “tagliarle” con “opinioni di comodo”? Siamo tutti “grandi e vaccinati” per far finta di non avere consapevolezza che “manipolare” l’informazione oggi è un gioco da ragazzi…
Non parliamo di notizie che da sole lasciano il tempo che trovano e che bambini saprebbero riconoscere come “fake news”.
Parliamo seriamente d’informazione.

Laddove un Direttore è costretto a fare gli interessi di un Gruppo, possiamo parlare di “giornalismo libero e obiettivo”? O anche in quel caso possiamo parlare di “contenuti condizionati”? Alla vostra onestà intellettuale l’ardua risposta

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